• Gio. Ott 22nd, 2026

L’inferno dei pitbull combattenti: sgominata la rete transnazionale tra Parma e i Balcani. 24 cani salvati

Un'operazione imponente coordinata dalla Procura di Parma ha smantellato un business criminale basato su arene clandestine, doping e scommesse illecite.

L’Enpa: «Aiutiamo queste vittime innocenti»

Tapis roulant per rafforzare la muscolatura fin da cuccioli, pesantissime catene d’acciaio, collari zavorrati con chili di piombo e armadietti pieni di fiale di steroidi anabolizzanti, accompagnati da calendari meticolosi per registrare ogni singola dose di doping. È l’orrore emerso dall’imponente blitz dei Carabinieri che, coordinati dalla Procura di Parma, hanno smantellato un’organizzazione transnazionale dedita ai combattimenti clandestini tra pitbull.

Dalle montagne di Parma ai Balcani: la rotta dei traffici illeciti

L’inchiesta, scattata nel 2025 in seguito al ritrovamento di una vera e propria arena di sangue nascosta tra i boschi di Tizzano Val Parma, ha fatto luce su una fitta rete criminale attiva sull’asse tra il Centro-Nord Italia e l’Europa dell’Est, in particolare la Serbia. L’analisi approfondita di passaporti e documentazione informatica ha permesso di ricostruire una rotta clandestina di importazione di cani, resa possibile grazie alla complicità di addestratori, trafficanti e persino veterinari compiacenti.

Complessivamente sono 12 le persone indagate, distribuite tra le province di Parma, Bergamo, Venezia, Pisa e Rieti. Nell’organizzazione, i cani venivano considerati alla stregua di macchine da combattimento: costretti a vivere in condizioni abbiette, venivano addestrati per affrontarsi in ring regolamentari allestiti con assi di legno e moquette sintetica, alimentando un lucroso e spietato giro di scommesse clandestine internazionali.

Il blitz e la speranza di una nuova vita

L’esecuzione dei decreti di perquisizione e sequestro ha permesso di mettere fine a questo circuito di violenza, portando al salvataggio di 24 pitbull sottratti ai loro carnefici.

Sulla vicenda è intervenuta l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), che ha invocato piena giustizia e un impegno concreto per riabilitare e dare una speranza concreta agli animali coinvolti: «Ora bisogna fare piena luce sulle responsabilità e aiutare questi cani, che non hanno alcuna colpa e che meritano finalmente di conoscere il rispetto, la cura e un futuro lontano da questo inferno».

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