• Dom. Lug 14th, 2024

La storia di Dan Fine, l’imprenditore in pensione che vola nell’Ucraina in guerra per soccorrere i cani

Dan Fine è un imprenditore in pensione di Edmonds, negli Stati Uniti. Probabilmente il suo progetto era quello di starsene nella cittadina vicino Seattle a godersi un po' di riposo dopo anni di lavoro (anche come consulente della Microsoft), portando i cani a spasso sulla spiaggia.

Ma l’invasione russa dell’Ucraina gli ha stravolto i piani e cambiato la vita, portando ripetutamente nel paese aggredito. A breve Dan partirà infatti per il suo terzo viaggio in Ucraina dall’inizio della guerra. Questa volta andrà a Kherson, la città da poco liberata. La sua missione è sempre la stessa: soccorrere quanti più cani e gatti possibile.

Come sappiamo, la situazione in Ucraina è catastrofica. Alle migliaia di vittime umane e agli immensi danni materiali causati dall’invasione russa si aggiunge il tracollo delle strutture che si occupano degli animali. Il numero di cani e gatti abbandonati è inevitabilmente schizzato alle stelle in questi mesi.

I veterinari non hanno assolutamente la possibilità di assistere tutti i pazienti che ne avrebbero bisogno; tra i cani in particolare si stanno moltiplicando i casi di rabbia.

Quando Dan ha visto le prime immagini della guerra, ha capito che doveva fare qualcosa. Ha fondato l’Ukrainian Animals War Relief Fund e ha iniziato a raccogliere donazioni e volontari.

 

“A dire la verità non so perché lo faccio”, racconta Dan con un sorriso. “Credo solo che valga la pena provare a risolvere un problema. Qualcuno deve farlo. Le grandi organizzazioni che si occupano di animali non possono inviare i loro dipendenti perché a causa della guerra le compagnie assicurative non stipulano delle polizze per chi va in Ucraina.”

Dan invece entrerà nel paese e si darà da fare con una squadra di volontari locali, adottando un approccio che lui stesso definisce “hard-core: opereremo in 6-7 cliniche e ci prenderemo cura di un migliaio di cani.” Gli animali verranno sterilizzati, vaccinati e dotati di microchip.

 

“Sarà dura, perché a Kherson manca l’acqua, manca la luce, manca il riscaldamento – e non si possono escludere nuovi bombardamenti. Ma stiamo facendo del bene e i volontari locali sono sempre contenti della nostra presenza. Sono pieni di gratitudine nei nostri confronti e hanno tanta voglia di collaborare”.

Dan conta di tornare a casa per Natale. Sarebbe davvero bello se dopo questo viaggio l’ex imprenditore potesse godersi la pensione a Edmonds, perché vorrebbe dire che il suo aiuto non è più necessario.

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