• Gio. Mag 30th, 2024

Il “miracolo” di Bear, il cane da assistenza che ha attraversato a nuoto il fiume Hudson

Un cane da assistenza di nome Bear è stato riportato a casa dal New Jersey a Manhattan dopo aver attraversato a nuoto il fiume Hudson. La storia, che ha dell'incredibile, inizia sabato scorso.

Pochi giorni prima Ellen Wolpin ha acquistato Bear per suo figlio, che soffre di un disturbo dello sviluppo. Il cane, un incrocio tra Leonberger e bovaro del Bernese, ha circa sei mesi ed è stato allevato fuori New York. Deve quindi ambientarsi in una grande città e nelle sue prime uscite è piuttosto prudente, quasi impaurito; d’altronde Ellen e suo figlio non gli tolgono mai il guinzaglio quando escono.

Anzi, sabato stanno proprio andando a comprargli un collare nuovo quando all’improvviso Bear riesce a sfilarsi quello che ha addosso e inizia a correre. Siamo nell’Upper West Side, tra West End Avenue e l’80esima Strada, per chi è pratico della Grande Mela.

Qualcuno cerca di prenderlo, ma Bear si spaventa e inizia a correre ancora più veloce. Dopo un paio di chilometri, all’altezza della 110ma Strada, si tuffa nel fiume Hudson. Da quel momento si perdono le sue tracce; neanche le motovedette della polizia riescono a trovarlo.

Ellen attende qualche ora e poi perde la speranza; sta già pensando di procurarsi un altro cane e raccontare al figlio che è Bear.

Invece, a sorpresa, martedì la donna riceve una telefonata da Edgewater, una cittadina del New Jersey: i vigili del fuoco hanno ritrovato Bear sotto un ponte e l’hanno soccorso; la polizia è poi risalita ai proprietari del cane grazie al microchip. Prima di essere restituito ai proprietari, Bear è stato visitato da un veterinario. Ha molta sete e probabilmente è ancora sotto choc, ma per il resto sta bene.

Ellen e suo figlio sono al settimo cielo – e gli compreranno a breve una nuova imbracatura, per essere sicuri di non perderlo più.

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