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Fondazione Capellino: 131,8 milioni di fatturato con Almo Nature e l’impegno per la biodiversità.

Presentato il documento programmatico 2026 – 2032 che porterà anche in Europa.

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Genova, 9 Marzo 2026 – Fondazione Capellino figura tra le sole 5 fondazioni europee senza scopo di lucro che si finanziano con i profitti generati da un’azienda di cui sono 100% proprietarie. La finalità della Fondazione Capellino è la salvaguardia della Biodiversità e l’azienda è Almo Nature (alimenti per cani e gatti e fatturato consolidato di 131,8 mln nel 2025). Un modello economico unico che si finanzia esclusivamente attraverso il lavoro e che prende il nome di Reintegration Economy.
 
La strategia della Fondazione si sviluppa su due direttrici: da un lato il sostegno economico a progetti dedicati alla tutela della biodiversità, dall’altro l’attivismo politico e culturale cui il documento programmatico, che verrà presentato nei prossimi mesi anche in Europa, 2026-2032 traccia le linee guida. 
Il Piano propone una riforma integrata per tutela della biodiversità, agricoltura sostenibile e riduzione del consumo di suolo. Prevede una profonda revisione delle politiche sulla fauna selvatica, con limitazioni alla caccia, stop al piombo e riconversione di territori verso monitoraggio scientifico e turismo naturalistico. Promuove la transizione agroecologica con ampia conversione al biologico, tutela del suolo e filiere locali sostenibili. Introduce inoltre misure fiscali e urbanistiche per ridurre l’impermeabilizzazione del territorio e finanziare la rigenerazione ambientale.
In autunno, la Fondazione pubblicherà un secondo documento dedicato ai quattro ambiti progettuali entro i quali vengono sviluppati i progetti: Impact in Biodiversity, Restoring Biodiversity, Climate Change e Villa Fortuna. 
 
Attivismo e progetti concreti rappresentano due dimensioni autonome ma convergenti della medesima missione: contribuire alla tutela della biodiversità attraverso trasformazioni culturali, istituzionali e operative.
 
Oltre alla nostra manifattura e alle nostre città d’arte, abbiamo un’altra ricchezza unica, fatta di produzione agricola, biodiversità e paesaggi, ma la stiamo consumando come fosse infinita. In realtà, non lo è” commenta Pier Giovanni Capellino, fondatore e Presidente di Fondazione Capellino. “Fino a quando, ad esempio, la cucina italiana potrà autenticamente rimanere patrimonio dell’Unesco se non sapremo preservare la nostra agricoltura e la biodiversità che la deve accompagnare nel lungo periodo? È giunto il momento di intervenire”. 
 
La biodiversità non è un limite che frena l’economia: il suo rispetto è il vincolo che la rende più forte, più giusta e più duratura. Non meno economia, diversa economia. Non meno ricchezza, diversa ricchezza. 
 
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